jan
10
2012

Cade il capello

« Mister No, oggi andiamo a tagliare i capelli »
« Mister No no vuoi andare dalla coiffeuse!!!! buahhhhhhhhhhhhhh! »
« Ma dai, su, stai seduto in braccio a mamma e Carole (=la coiffeuse) fa veloce »

Dopo capricci vari Mister No si è finalmente sistemato tranquillo in braccio mentre la povera Carole fa contorsioni assurde per riuscire a tagliare i capelli di quell’anguilla.
« Mister No cadono i capelli »
« Adesso non è finito »
« Dopo viene i camion »
« E i pesse dento acqua »
« Mister No no vuoi qvello lì » (indicando il phon – non si sa perché, ma nelle parole con « qu » gli viene l’accento tedesco)
« No amore, quello lì Carole non lo usa »
« Sennò fa a buba nelle orecchie »
« Mister No no vuoi a machine » (indicando il rasoio elettrico)
« Fa du bruit » (fa rumore)
« Mister No dopo mangia bonbon » (perché la parrucchiera gli dà ogni volta un sacchettino di caramelle prima di uscire)
« Si amore, ma quando abbiamo finito »
« A coiffeuse non ha finito »
« Mister No caduti tutti capelli »
« Dopo vene anche Chissian (parla di Invasato). Fa come Mister No »
« Si amore, anche lui fa come te »
« A Chissian anche qvello Carole » (la parrucchiera userà anche il phon con Invasato)
« Mister No bavo bavo. Adesso è finito. Mamma pulissi e mani. »

C’è da dire che la parrucchiera è bravissima. Perché mentre Mister No chiacchiera, ci aggiunge anche un sacco di movimenti, con la testa, le mani e tutto il corpo. E lei segue. Senza mai fargli un buco.
Ora però qualcuno mi spieghi perché cavolo quando ci vado io, che le servono dieci minuti a mettermi la tinta, e un’altra decina tra il lavaggio e l’aggiusta-taglio (dato che ho i capelli tipo porcospino incazzato, piuttosto corti, quando accende il phon sono già asciutti e non serve messa in piega) mi chiede 60 euro, quando per lui, che un taglio prende minimo mezz’ora e ci fa pure ginnastica, con 10 euro si accontenta. Mistero della fede.

jan
5
2012

Andreaaaaaaa!!!!

Questo nome mi fa sempre venire in mente « Il diavolo veste Prada ».
Andrea è il nome della tempesta che si è abbattuta sul Lussemburgo tra ieri sera e oggi.
Danni gravi per il momento non ne ha fatti, a parte i soliti alberi caduti e le inondazioni.
Ma deve in qualche modo aver influenzato l’umore di mammaemigrata.

Perché ieri sono rientrata e ho avuto voglia, nell’ordine:
- di strozzare tutti gli altri abitanti della casa, cane compreso
- di incendiare la pila di vestiti che tronava su tutti gli appoggi possibili nella camera di Invasato
- di far ingoiare i vestiti sporchi che Radiolina non si sa perché preferisce tenere in camera per uscirli solo quando le chiedo « ma ti capita mai di cambiarti le mutande, dato che in una settimana di lavatrici non ne ho visto nemmeno una?
- di « dimenticarmi » di andare a prendere Mister No al nido e contestualmente staccare i telefoni e non rispondere alla porta sperando che qualche educatrice se lo tenesse per la notte.

Ci sono giorni così, in cui l’unica cosa che vorresti fare quando arrivi a casa è farti un bagno caldo e filare a letto e invece non puoi. Ti senti imprigionata in un ruolo che sai benissimo di aver voluto ma a volte pesa. Credo sia così per tutti, madri e padri, manager e casalinghe, tutti un giorno ci rendiamo conto che cavolo, è normale avere responsabilità e obblighi e compiti, ma quanto sarebbe bello ogni tanto fottersene e fare quello che si vuole.

E invece poi… sono andata a prendere la bestiaccia al nido e quando sono arrivata, vederlo lì con il telefono giocattolo in mano, farmi un sorriso enorme, passarmi il telefono dicendo « dit bonjour à papa » ecco, mi ha fatto bene.
Certo le incazzature rimangono per un po’.
Certo è frustrante dover renderti conto, a intervalli regolari, che non appena molli la presa ‘sti figli prendono più che possono, si lasciano andare e non ti lasciano altra scelta che fare il carabiniere, anche se è un ruolo che odi.
Certo ogni tanto ti senti annegare in quel mare di cose da fare, dei menù da pensare, di vestiti da lavare, di armadi da mettere a posto, di peli di cane che invadono la casa appena hai finito di passare l’aspirapolvere.

Però cacchio, com’è vero che appena ti mettono il bambino sulla pancia quando hai partorito dimentichi il dolore pazzesco durato fino a due secondi prima, è vero anche che questi esseri hanno l’innata capacità di spazzare via con un solo sorriso tutta una giornata nera.
Proprio come Andrea che stamattina è arrivato oscurando il cielo ed è ripartito lasciando il sole e un bel cielo blu.

La prossima tempesta è di sicuro in agguato, ma tanto poi il sole ritorna.

jan
3
2012

BUON ANNO!!!!

Si, lo so, il titolo non è per niente originale!
Però, visto che sono stata maleducatissima e non vi ho fatto nemmeno gli auguri di Natale, almeno non mi perdo quelli per l’anno nuovo…

Mi scuso per l’assenza, ma sono stata trascinata in un vortice di inviti, invitati, cene e cenoni che non ci capivo più niente.
Che anche quella sera in cui pensavo di cenare tranquilli e ricevere solo un amico dopocena, Pisolo mi fa « Alain viene alle 19.30″ e io gli ho risposto « Ma non verrà mica a cena? » e invece si, è venuto a cena. E meno male che ci sono sempre gli avanzi in questo periodo, e allora gli ho rifilato minestrina e pane e formaggi e speck e sottoli come fosse un quarto figlio.

Abbiamo pasteggiato, festeggiato, sempre in buona compagnia.
Abbiamo ospitato prima gli amici sardi per il cenone del 24, che loro lontani dalla famiglia e noi pure, almeno Mister No e Amicasadda hanno potuto scartare i regali insieme al mattino del 25, entrambi recitando all’unisono « quetto è mio, quetto è mio ». Che almeno l’amicasadda ha la scusante di essere figlia unica, Mister No non lo è ma è come se lo fosse. (E poi lei grandiosa non mancava di aggiungere, davanti ai regali per Mister No « questo è tuo ma ci possiamo giocare insieme ». Ha già capito tutto della vita).

Apro una parentesi.
E qui invio un messaggio alla mamma dell’Amicasadda: MG, va bene che si è un po’ bevuto. Va bene che le nostre conversazioni ci hanno tenute sveglie fino alle ore mooooolto piccole mentre uomini e bambini ronfavano. Va bene pure che ci siamo svegliate prestino. Ma com’è che sei comunque riuscita a dirmi « il tuo è l’altro pacco » quando ho aperto il sacchettino che credevo mio, com’è che ci hai guardato dentro, hai detto che era per Radiolina, e ti sei pure mostrata delusa quando hai visto che in quello che ho aperto poi NON c’erano le cremine per le mani? No, perché, in realtà, nel sacchetto aperto per primo e in cui hai sbirciato, LE CREMINE C’ERANO!!!! :-D
Chiusa la parentesi.

Ecco insomma, come sempre le feste sono volate in un momento. Lasciandoci immagini di bambini incredibilmente calmi davanti a tutto quel ben di Dio di giochi e roba da mangiare che ne siamo anche stati fieri. Perché né uno né l’altra si sono PRECIPITATI sui regali. Ne scartavano uno, ci giocavano per mezz’ora, poi passavano tranquilli e calmi all’altro.
Poi abbiamo trascorso due giorni primaverili-quasi estivi ospiti dai suoceri. E siccome non può mancare che nelle feste almeno un membro della famiglia si ritrovi sul water causa bagordi vari, quest’anno è toccata a Mister No. A ognuno il suo turno, il problema è che quando capita a un bambino di quell’età non è che pulisca lui. Mi avete capita. Spero che anche lui abbia capito che non si possono ingurgitare in mezz’ora le quantità assurde di cibo vario che ha ingurgitato lui.

Come penso tutti voi, siamo stanchi ma contenti. Ci è mancata solo la neve, l’anno scorso troppa e quest’anno (per il momento) neanche l’ombra… il giorno di S. Stefano eravamo in giardino in maglietta col sole splendente…
Comunque eccomi di ritorno!

Buoni propositi non ne ho presi, a parte uno: dare una scadenza regolare a questo blog. E quindi ho deciso di postare il martedì e il giovedì, dato che il nido mi ha fatto un regalo di Natale, trovandomi il posto per Mister No anche durante le due mattinate in cui solitamente era a casa con me. Allora vi lascio dicendovi « a dopodomani » e vi auguro che questo anno vi porti tutto quello che desiderate!

déc
22
2011

Gitaaaaa

Sono in debito di post, lo so.
E’ che in ufficio è un casino e, fuori ufficio, ho trascorso due weekend che non avrebbe potuto sopravvivere neanche il vincitore dell’ultima maratona di N.Y.

Perché c’è gente masochista che invece di spaparanzarsi sul divano dal venerdì sera alla domenica pomeriggio, decide che, toh, è tanto che non si fa qualcosa, ma perché non ce ne andiamo via un weekend? E siccome abbiamo amici masochisti come noi, aspetta, ma lo sapete che l’8 dicembre di ogni anno a Lione c’è la festa delle luci? Ma dai, chissà che bello? Si, e Pisolo sono anni che mi dice andiamo a Lione che è una bella città, e perché non ci andiamo insieme? Aprofittando degli ultimi mesi di disponibilità della macchina a 7 posti? Partiamo il venerdì mattina e rientriamo la domenica, son solo 550 km, cosa vuoi che sia!

E quindi, gitaaaaaaa!!!
E siamo partiti in 3+3, due adulti e un bambino a testa, e un adulto a turno si è preso il posto del cane nel cofano (all’andata, perché al ritorno il posto se l’è accaparrato Fabio che secondo me lo ha fatto per poter ronfare in pace credendo che non lo avremmo notato ;-) )
Ammetto che la sera prima ho avuto visioni infernali dei due bestiacci che urlavano come pazzi in macchina.
Invece no.
Sono stati grandiosi.
E quando hanno iniziato ad alzare il volume della voce, sono stata fierissima di aver pensato all’addormentatore ideale: il best of dello zecchino d’oro scaricato sull’iphone la sera prima. Non sottovalutatene il potere, nel giro di un quarto d’ora ronfavano che era un piacere.

Mister No si è deliziato della compagnia dell’amica sarda.
L’amica sarda è stata grandissima, ha scarpinato come noi per km, mica come Mister No che era sul passeggino. Ma c’è da dire che lei è « glande glande », come mi disse la prima volta che l’ho incontrata.
Abbiamo mangiato e camminato, camminato e mangiato, ricamminato e camminato ancora.

La festa delle luci è una città intera che si trasforma attraverso giochi e spettacoli di luce. Tu cammini e ti ritrovi a osservare questi spettacoli incantato.
Abbiamo visto una piazza piena di occhi che non sapevo se l’artista era un amante dei pink floyd oppure voleva celebrare Sauron, secondo me entrambi:

Siamo arrivati su una piazza piena di cavalli giganteschi che correvano sulle facciate:

Abbiamo visto palloni che galleggiavano in aria ma non facevano paura come quelli del clown di Stephen King:

E siamo stati bene insieme.
Che non è mica sempre facile partire con altre persone. Avere lo stesso ritmo. Meravigliarsi di fronte alle stesse cose.
E ‘sti due bambini che vanno d’accordo e ancora non capisco come, Mister No con l’amica sarda non è nemmeno più Mister No. Accetta la sua « glandezza » e fa il più piccolo docilmente. Che mi verrebbe già voglia di dirgli « quella non fartela scappare perché secondo me è l’unica al mondo che possa sopportarti » .

Insomma, ci è piaciuto un sacco.
Però c’è anche da dire che abbiamo camminato veramente tantissimo. La piccola aveva perfino la febbre al sabato sera, poverina. Ma ha una carriera tracciata di maratoneta, sul serio.

Mi è piaciuta Lione, e mi è piaciuto ancora di più il fatto che ci siano ancora tante boutiques indipendenti, certo, ti trovi anche lì i vari Zara, H&M, ecc, però anche tanti negozi carini che è stato un peccato non avere più tempo per lo shopping.

Comunque con lo shopping mi sono rifatta lo scorso weekend che vi racconto alla prossima puntata.
Nel frattempo andate a visitare il sito ufficiale della festa, non si sa mai che decidiate di partire il prossimo anno ;-)

Post post:
Dedica speciale a Silvietta, vincitrice del giveaway: ora che hai ricevuto il pacco, postaci un commentino quando hai assaggiato la marmellata, mi raccomando!

déc
5
2011

Ed ecco a voi la ricetta!!!

Come promesso, questo weekend ho fatto la marmellata. Silvietta, tranquilla che è buona, Radiolina ha approvato quindi poi mi dirai che ne pensi!!!

Allora, ingredienti:

Ovvero quattro limoni verdi (non trattati), un kg di zucchero di canna e manghi abbastanza per farne un kilo di polpa una volta sbucciati e snocciolati.

Si preparano quindi i manghi a pezzettini e i limoni a fette. Poi si prende l’attrezzo magico:
e si mette un litro d’acqua nella pentola.
Poi, nel cestello apposito ho messo la frutta:

e ho lanciato la cottura a vapore per 40 minuti.

Poi ho passato i manghi al mixer, insieme a qualche rondella di limone:

e ci ho aggiunto lo zucchero di canna:

ho lanciato infine il programma « tradizione » per 30 minuti, e, al bip, ecco qui pronta la marmellata ancora bollente:

E invasettata:

E’ un peccato che non possa farvi sentire il profumo che si sprigionava dalla pentola, una meraviglia….
Spero che piacerà anche a Silvietta!!!!