jan
17
2012

Post di merda (stomaci sensibili evitate di leggere)

Scusate il linguaggio.
No, non mi riferisco alla qualità linguistica né letteraria di questo post, bensì alla cacca. Quella vera. E altri ameni scarti della produzione del corpo umano.

Ieri Mister No ha chiesto il vasetto.
E ha prodotto un pezzo di cacca talmente enorme che appena l’ho visto mi son detta « cacchio, dovrei fargli la foto e postarla su fb, a vedere sto coso mi sentirei quasi fiera dell’exploit compito da questo marmocchio ». Praticamente un parto.
Nella stessa serata lo stesso marmocchio si è svegliato urlante all’una e mezza. Con la testa ricoperta da pezzetti di pollo semidigeriti dalla cena di poche ore prima.
La Dream Team Mammaemigrata/Pisolo è entrata in campo, uno precipitandosi in bagno col marmocchio in braccio per lavarlo e cambiarlo, l’altra precipitandosi nella camera del suddetto per lavarla e cambiarla.

Ecco, c’è una cosa che dovrebbero dirti quando decidi di fare un figlio. Un po’ come quando vai da un allevatore per scegliere un cane e una delle cose che ti dice è quanta cacca farà il cane che hai scelto. Ti dà dei sacchetti, uno per ogni taglia a seconda della taglia del cane, così ti rendi bene conto di quanta merda dovrai raccogliere ogni santo giorno. E perché non te lo fanno anche per i bambini? Che quando vedi un esserino di 3 kg venire al mondo mica ti rendi conto che in un giorno può evacuare una quantità tale di cacca che se facessi uguale tu potresti sfilare accanto a Kate Moss. E che se ha voglia di vomitare, mica vomita come te. No, lui c’ha la una fontana che gli esce dalla bocca e atterra dritta dritta su di te.

Invece no, nessuno te lo dice. E nei momenti in cui l’intestino di questi cosi si svuota in due secondi perché si sono avventati sui wurstelini dell’aperitivo (come successe da mia suocera a Natale) o perché è gennaio e i bacilli schifosi dell’influenza intestinale sono pronti ad agguantare qualsiasi preda finisca sotto le loro grinfie, ti rendi conto di quanto immensamente schifoso sia il corpo umano al suo interno. E’ come quando fai un trasloco: con la roba dentro agli armadi ti dici che a occhio, non ci sono mica così tanti scatoloni da fare. E invece quando svuoti gli armadi, gli scatoloni non finiscono più. Ecco, uguale.

Insomma ecco, io da quando ho figli non posso evitare di pensare, quando vedo un bambolotto di pochi mesi, che, per quanto carino sia, è pur sempre un produttore di cacca ben più produttivo del mio cane.

Buon appetito.

jan
12
2012

Freedom!!!

A volte sei talmente intrappolato nella quotidianità da non renderti conto di esserlo. Corri corri, hai le tue abitudini, e ti dici « la mia vita non è male ».
Poi c’è qualcosa che cambia. E ti rendi conto che, si, non è male, però può essere ancora meglio.

Come quando ho iniziato a lavorare 24 ore a settimana. Un mondo che cambia.
Mister No che ora va al nido anche i martedì e i giovedì mattina.
La Nonna Flinstones che viene per una settimana e la scintilla che scatta in testa: « Pisolo, andiamo al cinema? »

Cacchio, al cinema!
L’ultima volta che ci siamo andati era per vedere Spiderman 3. Tre secoli fa.
E Radiolina che mi fa « Ma mamma, perché non ci andate anche quando non c’è la nonna? Io posso mettere a letto Mister No. »
Cacchio è vero, ho una figlia che ha 14 anni e fa la babysitter ai figli dei vicini. Ma quanto rincitrullita sono per non essermene resa conto prima?

« Pisolo allora è fatta! Facciamo che ogni primo mercoledì del mese andiamo al cinema e aprofittiamo della splendidissima offerta che ci fa il nostro gestore telefonico, che ci paga un biglietto se ne compriamo uno? E che con il film alle 19.15 non rientriamo neanche a casa tardi e non siamo rincoglioniti il giorno dopo? »
E via, è deciso.

E il martedì mattina vado a spasso col cane. E trovo la vicina che ha due cani che giocano volentieri con Sammy ed erano mesi che non li vedevamo perché abbiamo sempre orari diversi « Ma vieni sempre al mattino allora? Ma allora facciamo che il martedì e il giovedì ci ritroviamo alle 8.30 così corrono come pazzi per un’ora e mezza nel bosco e poi ci lasciano in pace per il resto della giornata perché sono sfiniti? »
E via è deciso pure quello.

E poi Pisolo arriva e c’è il vicino che vuole iscriversi a un corso di badminton che fanno vicino a casa.
« Ma vacci, anzi, quand’è? »
« Il martedì e giovedì dalle 8 alle 9 di sera »
« Cacchio, se non viene il vicino vengo io »
E magari sarà deciso anche quello.

Cioè capite, mi è arrivata così sta sensazione di libertà, tipo una sberlona in testa.
Che l’altra settimana stavo ancora a raccontarvi di come mi sentivo imprigionata e in realtà non lo sono poi così tanto. E’ solo che quando hai figli piccoli, non ti rendi sempre conto che così piccoli non lo sono. E che non è necessario star sempre lì, in casa con loro, a far da cena e metterli a letto e buttarti sul divano stravolta.
Che si è vero, c’ho la fortuna di avere la grande che se le faccio da cena presto, si occupa di farlo mangiare e impigiamarlo e metterlo a letto.
Che c’ho la fortuna anche più immensa di potermi pagare lo stralusso di avere la signora delle pulizie che viene al martedì e giovedì mattina e se vado a spasso col cane poi non è che rientro e mi metto a pulire e lavare e stirare.
Che c’ho anche la fortuna di lavorare poco rispetto ad altri.
E’ solo che non mi ero resa conto di avere tutto sto tempo a disposizione.
Che fino all’altro ieri il martedì e giovedì mattina avevo Mister No a casa ed è subito un’altra cosa: bisognava aspettare che si svegliasse e poi « mamma vojo socare » e poi « mamma vojo a nutella » e poi facciamo da mangiare e insomma, una cosa tira l’altra e mi ritrovavo che era già ora di partire al lavoro. E mi « bruciavo » due mattinate intere a spignattare perché tanto se piove non è che possiamo passare la mattinata al parco, e se Carla pulisce io non è che sto a girarmi i pollici, e allora via con le pietanzine buone da mangiare a mezzogiorno e pure la sera ma cribbio mi ci vogliono due ore a farle e cinque secondi per farvele sbafare.

E che sempre fino all’altro giorno occuparsi al mattino del medio e del piccolo mi prendeva tempo e invece adesso se mi sveglio presto accompagno Radiolina in stazione, rientro, verifico che il medio sia sveglio e poi si arrangia da solo per la colazione, e io infilo gli stivali e vado con Sammy mentre Pisolo ha tutto il tempo di svegliare il bestiaccio piccolo, così quando rientro ho perfino ancora il tempo per farmi la doccia e vestirmi con calma, ho perfino il tempo di truccarmi per dirvi.

Insomma non so se ero io che guardavo le cose dalla prospettiva sbagliata o se sono i bambini che sono cresciuti in due secondi e mezzo e non me n’ero accorta perché stavo correndo di qua e di là. So solo che adesso mi sembra come se fosse venuta l’estate in un attimo, e le giornate si siano allungate di botto. Come quando la sera mangi e ti rendi conto che fuori c’è ancora il sole e allora ti fiondi in giardino a bere il caffé mentre i bambini saltano di qua e di là e ti dici che è un peccato doverli mettere a letto.
Sarà anche che il tempo è fin troppo clemente e nonostante il cielo sia grigio, si può uscire senza battere i denti.
Comunque ecco, magari fatevi un giro anche voi osservando le vostre giornate a 360° e magari vi accorgerete che anche voi dovreste cambiare prospettiva. Che tante volte basta poco, giusto raddrizzare un po’ la testa e cambia tutto il mondo.

jan
10
2012

Cade il capello

« Mister No, oggi andiamo a tagliare i capelli »
« Mister No no vuoi andare dalla coiffeuse!!!! buahhhhhhhhhhhhhh! »
« Ma dai, su, stai seduto in braccio a mamma e Carole (=la coiffeuse) fa veloce »

Dopo capricci vari Mister No si è finalmente sistemato tranquillo in braccio mentre la povera Carole fa contorsioni assurde per riuscire a tagliare i capelli di quell’anguilla.
« Mister No cadono i capelli »
« Adesso non è finito »
« Dopo viene i camion »
« E i pesse dento acqua »
« Mister No no vuoi qvello lì » (indicando il phon – non si sa perché, ma nelle parole con « qu » gli viene l’accento tedesco)
« No amore, quello lì Carole non lo usa »
« Sennò fa a buba nelle orecchie »
« Mister No no vuoi a machine » (indicando il rasoio elettrico)
« Fa du bruit » (fa rumore)
« Mister No dopo mangia bonbon » (perché la parrucchiera gli dà ogni volta un sacchettino di caramelle prima di uscire)
« Si amore, ma quando abbiamo finito »
« A coiffeuse non ha finito »
« Mister No caduti tutti capelli »
« Dopo vene anche Chissian (parla di Invasato). Fa come Mister No »
« Si amore, anche lui fa come te »
« A Chissian anche qvello Carole » (la parrucchiera userà anche il phon con Invasato)
« Mister No bavo bavo. Adesso è finito. Mamma pulissi e mani. »

C’è da dire che la parrucchiera è bravissima. Perché mentre Mister No chiacchiera, ci aggiunge anche un sacco di movimenti, con la testa, le mani e tutto il corpo. E lei segue. Senza mai fargli un buco.
Ora però qualcuno mi spieghi perché cavolo quando ci vado io, che le servono dieci minuti a mettermi la tinta, e un’altra decina tra il lavaggio e l’aggiusta-taglio (dato che ho i capelli tipo porcospino incazzato, piuttosto corti, quando accende il phon sono già asciutti e non serve messa in piega) mi chiede 60 euro, quando per lui, che un taglio prende minimo mezz’ora e ci fa pure ginnastica, con 10 euro si accontenta. Mistero della fede.

jan
5
2012

Andreaaaaaaa!!!!

Questo nome mi fa sempre venire in mente « Il diavolo veste Prada ».
Andrea è il nome della tempesta che si è abbattuta sul Lussemburgo tra ieri sera e oggi.
Danni gravi per il momento non ne ha fatti, a parte i soliti alberi caduti e le inondazioni.
Ma deve in qualche modo aver influenzato l’umore di mammaemigrata.

Perché ieri sono rientrata e ho avuto voglia, nell’ordine:
- di strozzare tutti gli altri abitanti della casa, cane compreso
- di incendiare la pila di vestiti che tronava su tutti gli appoggi possibili nella camera di Invasato
- di far ingoiare i vestiti sporchi che Radiolina non si sa perché preferisce tenere in camera per uscirli solo quando le chiedo « ma ti capita mai di cambiarti le mutande, dato che in una settimana di lavatrici non ne ho visto nemmeno una?
- di « dimenticarmi » di andare a prendere Mister No al nido e contestualmente staccare i telefoni e non rispondere alla porta sperando che qualche educatrice se lo tenesse per la notte.

Ci sono giorni così, in cui l’unica cosa che vorresti fare quando arrivi a casa è farti un bagno caldo e filare a letto e invece non puoi. Ti senti imprigionata in un ruolo che sai benissimo di aver voluto ma a volte pesa. Credo sia così per tutti, madri e padri, manager e casalinghe, tutti un giorno ci rendiamo conto che cavolo, è normale avere responsabilità e obblighi e compiti, ma quanto sarebbe bello ogni tanto fottersene e fare quello che si vuole.

E invece poi… sono andata a prendere la bestiaccia al nido e quando sono arrivata, vederlo lì con il telefono giocattolo in mano, farmi un sorriso enorme, passarmi il telefono dicendo « dit bonjour à papa » ecco, mi ha fatto bene.
Certo le incazzature rimangono per un po’.
Certo è frustrante dover renderti conto, a intervalli regolari, che non appena molli la presa ‘sti figli prendono più che possono, si lasciano andare e non ti lasciano altra scelta che fare il carabiniere, anche se è un ruolo che odi.
Certo ogni tanto ti senti annegare in quel mare di cose da fare, dei menù da pensare, di vestiti da lavare, di armadi da mettere a posto, di peli di cane che invadono la casa appena hai finito di passare l’aspirapolvere.

Però cacchio, com’è vero che appena ti mettono il bambino sulla pancia quando hai partorito dimentichi il dolore pazzesco durato fino a due secondi prima, è vero anche che questi esseri hanno l’innata capacità di spazzare via con un solo sorriso tutta una giornata nera.
Proprio come Andrea che stamattina è arrivato oscurando il cielo ed è ripartito lasciando il sole e un bel cielo blu.

La prossima tempesta è di sicuro in agguato, ma tanto poi il sole ritorna.

jan
3
2012

BUON ANNO!!!!

Si, lo so, il titolo non è per niente originale!
Però, visto che sono stata maleducatissima e non vi ho fatto nemmeno gli auguri di Natale, almeno non mi perdo quelli per l’anno nuovo…

Mi scuso per l’assenza, ma sono stata trascinata in un vortice di inviti, invitati, cene e cenoni che non ci capivo più niente.
Che anche quella sera in cui pensavo di cenare tranquilli e ricevere solo un amico dopocena, Pisolo mi fa « Alain viene alle 19.30″ e io gli ho risposto « Ma non verrà mica a cena? » e invece si, è venuto a cena. E meno male che ci sono sempre gli avanzi in questo periodo, e allora gli ho rifilato minestrina e pane e formaggi e speck e sottoli come fosse un quarto figlio.

Abbiamo pasteggiato, festeggiato, sempre in buona compagnia.
Abbiamo ospitato prima gli amici sardi per il cenone del 24, che loro lontani dalla famiglia e noi pure, almeno Mister No e Amicasadda hanno potuto scartare i regali insieme al mattino del 25, entrambi recitando all’unisono « quetto è mio, quetto è mio ». Che almeno l’amicasadda ha la scusante di essere figlia unica, Mister No non lo è ma è come se lo fosse. (E poi lei grandiosa non mancava di aggiungere, davanti ai regali per Mister No « questo è tuo ma ci possiamo giocare insieme ». Ha già capito tutto della vita).

Apro una parentesi.
E qui invio un messaggio alla mamma dell’Amicasadda: MG, va bene che si è un po’ bevuto. Va bene che le nostre conversazioni ci hanno tenute sveglie fino alle ore mooooolto piccole mentre uomini e bambini ronfavano. Va bene pure che ci siamo svegliate prestino. Ma com’è che sei comunque riuscita a dirmi « il tuo è l’altro pacco » quando ho aperto il sacchettino che credevo mio, com’è che ci hai guardato dentro, hai detto che era per Radiolina, e ti sei pure mostrata delusa quando hai visto che in quello che ho aperto poi NON c’erano le cremine per le mani? No, perché, in realtà, nel sacchetto aperto per primo e in cui hai sbirciato, LE CREMINE C’ERANO!!!! :-D
Chiusa la parentesi.

Ecco insomma, come sempre le feste sono volate in un momento. Lasciandoci immagini di bambini incredibilmente calmi davanti a tutto quel ben di Dio di giochi e roba da mangiare che ne siamo anche stati fieri. Perché né uno né l’altra si sono PRECIPITATI sui regali. Ne scartavano uno, ci giocavano per mezz’ora, poi passavano tranquilli e calmi all’altro.
Poi abbiamo trascorso due giorni primaverili-quasi estivi ospiti dai suoceri. E siccome non può mancare che nelle feste almeno un membro della famiglia si ritrovi sul water causa bagordi vari, quest’anno è toccata a Mister No. A ognuno il suo turno, il problema è che quando capita a un bambino di quell’età non è che pulisca lui. Mi avete capita. Spero che anche lui abbia capito che non si possono ingurgitare in mezz’ora le quantità assurde di cibo vario che ha ingurgitato lui.

Come penso tutti voi, siamo stanchi ma contenti. Ci è mancata solo la neve, l’anno scorso troppa e quest’anno (per il momento) neanche l’ombra… il giorno di S. Stefano eravamo in giardino in maglietta col sole splendente…
Comunque eccomi di ritorno!

Buoni propositi non ne ho presi, a parte uno: dare una scadenza regolare a questo blog. E quindi ho deciso di postare il martedì e il giovedì, dato che il nido mi ha fatto un regalo di Natale, trovandomi il posto per Mister No anche durante le due mattinate in cui solitamente era a casa con me. Allora vi lascio dicendovi « a dopodomani » e vi auguro che questo anno vi porti tutto quello che desiderate!