Bento

Radiolina è una grandissima fan di manga.
Se li guarda sull’iPhone prima di dormire, se li legge e li rilegge, me li racconta in macchina se ce la fa perché siccome guarda solo manga demenziali, scoppia a ridere (da sola) alla prima cosa che mi racconta e poi non riesce più a parlare.

C’è quello del pirata fallito, l’altro che spiega cose idiote ma anche utili, e poi un sacco di altri che non ci capisco un’acca. Ma non perché sono complicati, bensì perché Radiolina quando ti racconta le trame le parole le si creano nel cervello e passano direttamente alla bocca senza filtro, per cui salta di palo in frasca e anche se mi sforzassi non ci capirei comunque niente. Per non parlare poi di quando trascorre quarti d’ora interi a insegnarmi le nuove parole in giapponese che conosce. Perché siccome non trova sempre gli episodi disponibili (almeno coi sottotitoli) in almeno una delle lingue che conosce, ogni tanto esclama « Di questo manga adesso sto guardando la versione originale sottotitolata in cirillico perché non ho trovato la versione italiana/tedesca/francese/inglese ». Peccato perché con la versione inglese almeno ho imparato un sacco di parole nuove, però adesso me le imparo in giapponese. Vabbé, beata lei se ci capisce qualcosa.

Oltre a essere fan dei manga è ovviamente fan del Giappone e quindi per Natale, dato che due giorni alla settimana rientra tardino per pranzare a casa (14,30) ho voluto regalarle una Bento Box, ovvero quella che una volta per mio papà operaio era la volgarissima e bruttissima gamella e che oggi si è magicamente trasformata in scatola che lo scopo è sempre quello ma l’aspetto è fantastico.
I giapponesi hanno la cultura della Bento, ci mettono dentro il cibo disposto con ordine, facendo in modo che non sia solo buono ma anche bello da vedere, ci trascorrono un sacco di tempo. Mica come mio papà che si metteva dentro la pasta e bastava che ce ne fosse in quantità sufficiente.
E questa cultura si sta diffondendo anche qui. Ci sono un sacco di libri, riviste, articoli con ricette e soprattutto esempi di decorazione. Per i bambini è una cosa pazzesca, ci sono mamme che trascorrono ore e ore sulle pietanze per rendere appetibile anche l’alga che se la guardi così com’è fa schifo anche a te.
Questo è un esempio abbastanza semplice:

Ma chi ha voglia di sbizzarrirsi può anche farla molto più complicata:


Chiarisco che non ho comprato la Bento a Radiolina per infliggermi la tortura di cercare sempre ricette sfiziose e carine per il suo pasto.
Cioè, io che bestemmio in venti lingue quando uno dei pargoli ha la gita e devo preparargli il pranzo al sacco. Che già mi fuma il cervello quando penso al menù della settimana. E che soprattutto, mai e poi mai avrei la pazienza di mettere insieme quelle figurinine così piccole, che al massimo se proprio voglio fare il maiale mi verrà fuori con una paresi alla bocca e il setto nasale talmente deviato che nessun chirurgo potrebbe correggergli la curva.

Però Radiolina inizia a divertirsi in cucina, e quindi a quattro mani cerchiamo di sfornare pasti buoni, anche se non ci mettiamo molto impegno per la decorazione.
Le ho preso queste due Bento/Geisha che si chiamano Geiko e Maiko (non sapevo se una bastava come capienza):
che secondo me sono carinissime.
Il principio delle Bento, anche se le forme variano, è sempre lo stesso: vari ripiani o scomparti, in cui mettere i diversi cibi senza che ci sia disordine. Queste che ho preso hanno quindi due scodelline una sopra l’altra (la gonna e il viso per intenderci), poi c’è il coperchietto ermetico sotto ai « capelli » e la capigliatura in realtà è anche lei una scodellina, utile per metterci la salsa di soja per esempio, o comunque per metterci le pietanze una volta che le togli dalla Bento. Il tutto, quando finisce nello zaino, non si rovescia perché tenuto insieme da un elastico bello resistente e che va ad inserirsi nelle tacche apposite sopra alla testa e sotto alla gonna, così non scivola via.
La cosa ancora più carina però è questa:

che sono mini-flaconcini per le salse. Li riempi con una pipetta perché sono veramente mini-mini.

Devo dire che mi diverto anche a cercare ricettine, l’altro giorno ho preparato una specie di nem, veloci veloci e utili a terminare i resti presenti nel frigo:
INGREDIENTI:
Foglie di cavolo cinese (ma anche di verza, o qualsiasi altra verdura che si possa sbollentare e arrotolare col ripieno)
Vermicelli all’uovo (di quelli che si fanno gonfiare nell’acqua bollente ma non sul fuoco)
Piselli
Due fette di prosciutto tagliato a pezzettini
I resti del pollo che avevo arrostito la sera prima e che gli animali si sono praticamente sbafati
Un uovo
Un po’ di mollica di pane che ho bagnato in un pochino di latte e poi strizzata prima di incorporarla al resto

Dunque ho preso tutti gli ingredienti tranne le foglie di cavolo e li ho amalgamati (ah, nell’acqua dei vermicelli avevo aggiunto un bel po’ di curry per dare un buon gusto e poi li ho tagliati a pezzettini abbastanza piccoli). Poi ho preso le foglie del cavolo, ci ho messo sopra un po’ di ripieno, ho arrotolato e messo due stecchini per farli tenere. Dopodiché ho cotto al vapore (la vaporiera che ho è gigantesca e siccome ho fatto pochi nem, ho semplicemente preso una pentola ripiena di acqua e ci ho messo sopra lo scolapasta) quattro-cinque minuti, giusto abbastanza perché il cavolo diventasse morbido ma ancora croccantino.
Siccome la Bento rimane comunque piccolina, una volta raffreddati i nem, li ho tagliati a pezzi, grandi quanto un boccone in pratica. Una volta disposti nella ciotola (ce ne sono stati due interi e francamente è più che abbastanza per un pasto) ci ho messo sopra qualche arachide tritata grossolanamente.

Nella ciotola inferiore invece avevo semplicemente grattuggiato due carote e aggiunto un po’ di piselli.
Per la salsa, un po’ di olio di noci in un flaconcino e salsa di soja nell’altro.

Radiolina mi ha mandato un sms dicendomi che le era piaciuto tantissimo, tanto che ieri ne abbiamo fatti altri, ma questa volta con un filetto di merluzzo, qualche funghetto, una cipollina tritata e anche un po’ di piselli.

Ecco, insomma, non è così complicato e la prossima volta che avranno bisogno di un pranzo al sacco per la gita mi sa che eviterò i soliti panini :-)

6 Comments to “Bento”

  1. By Lisa, 30 janvier 2012 @ 14:13

    ma per mangiarla insieme oppure per te e basta?

  2. By Alexlasolita, 30 janvier 2012 @ 13:43

    Dato che fra non molto tornerai da queste parti, ti consiglio di presentarti all’ AperiQuadrato con torta ricotta-prugne ben incartata sotto braccio. Non vorrei che tu facessi una brutta fine…..ci siamo capite.

  3. By Lisa, 23 janvier 2012 @ 12:42

    Bé, dai, già avere una scatolina bellina che contiene il cibo mette allegria no? ;-)
    Comunque, se mai mi riuscisse di trovare il modo di fare cose carine che non ci perdi un’ora foto-documenterò la ricetta!!! :-)

  4. By helga, 20 janvier 2012 @ 17:23

    Io ho comperato il mio primo (per ora unico) bento su mybento.fr ed uno su ebay ma da regalare. Belli sono belli , e tutti gli accessori pure (ho gli stuzzicadenti a forma di panda ahahaha), ma io ci schiaffo dentro il mio pranzo zonico per l’uffico e basta, non houn gran che di tempo per fare cosine così carine che poi mi verrebbe la lacrima a mangiarle…. certo se le trovassi pronte invece ;-)

    Ciao ciao

  5. By Lisa, 20 janvier 2012 @ 09:55

    ahahah Alex quella torta ti piaceva proprio eh? Ma sai che è da un sacco di tempo che non la faccio più? Mi hai dato voglia di rifarla!!!!!
    p.s.
    tu però sapresti di sicuro cimentarti nell’arte bento, e con risultati stupendi!

  6. By Alexlasolita, 20 janvier 2012 @ 09:29

    Che figata!!!!
    Non posso moderare questo commento, perderebbe in entusiasmo e non renderebbe lo stupore che ho…neanche immaginavo ci fossero dei folli che modellano il riso a forma di faccettine di vari Pikachu ed affini! Simpaticissimi i contenitori (qui mai incontrati finora…) e ottimo l’aspetto che in questo modo Radiolina si metta un pò ai fornelli con te…
    P.S….a volte ancora ripenso alla tua torta di ricotta e prugne (sluuurpp!!!).

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