Diritto di scelta

Il tema del blogstorming di questo mese susciterà di sicuro molte discussioni, scatenerà forse l’ira di alcuni, e secondo me on si esaurirà di certo in un solo mese, tanti saranno i post che nasceranno.

Si parla infatti di tutto ciò che tocca la decisione di portare avanti una gravidanza o meno, di chi « vuole un figlio a ogni costo », quindi di interruzione di gravidanza, fecondazioni assistite, aborto terapeutico, ecc ecc.
Sono temi difficili, che, a livello legislativo, impegnano duramente politici, teologi, scienziati, filosofi, esperti di bioetica, e che sono delicatissimi da inquadrare in normative generalizzate.

A livello personale, invece, dovrebbe implicare sempre e solo due persone: la mamma e il papà. Che si tratti di prendere una decisione per un aborto, di voler affrontare procedure pesanti a livello fisico e morale allo scopo di riuscire a far nascere bambini che già sono presenti nei cuori dei futuri genitori, ma non riescono a materializzarsi nel ventre materno, oppure ancora alla scoperta di una malattia, una malformazione, insomma, in tutti questi casi, nessuno si può mettere nei panni di chi la decisione la deve prendere. Eppure. Eppure.

Tutti son pronti a giudicare, a criticare soprattutto. Ma chi, di queste persone, critica o giudica perchè ha già fatto la stessa esperienza?

Io ho avuto due grandi fortune, per tutte e tre le gravidanze: sono rimasta incinta in tempi brevissimi ogni volta, e i miei figli sono nati sanissimi. Ma so benissimo che non per tutti è così. Tra i miei amici c’è chi si è sottoposto a fecondazioni artificiali, chi ha penato anni e anni per avere figli, chi invece ha scelto di abortire perchè rimasta incinta molto giovane.

E ho la mia personale esperienza di dubbio, per fortuna risolto da solo, ma che mi ha fatto capire quanto sia difficile dover anche solo pensare a prendere certe decisioni. Sia per Invasato che per Pacifico infatti l’esame della traslucenza nucale era praticamente disastroso. E ho sperimentato quindi l’ansia dell’esame pericoloso, l’attesa enorme di tre settimane per avere i risultati, l’orrendo pensiero « e se il test fosse positivo? ». Per Pacifico ancora più che con Invasato, perchè il ginecologo mi aveva detto che non gli erano mai capitati due falsi positivi in una donna.

Non ho la presunzione di dire che capisco cosa provano quei genitori che hanno dovuto decidere dopo un esito positivo. Perchè non posso sapere. Perchè nessuno può sapere cosa vuol dire vivere per sempre con il peso di un aborto terapeutico, nè cosa voglia dire vivere con un bambino diverso, quando il diverso in questa società è sempre e comunque ghettizzato, messo da parte.

Ho però capito che nessuno può fare la scelta al posto tuo. Che sia una scelta per la nascita o contro la nascita, dietro a quella scelta ci saranno sempre e solo due persone. Punto. Però resta che quella scelta deve esistere. L’Italia continua a retrocedere mentre la scienza avanza a passi da gigante. E questo non va bene. Perchè non si può negare la scelta. Non può essere lo stato a decidere certe cose. Non si può dire a una coppia « no, tu un figlio non ce l’avrai » né « tu il figlio ce l’avrai, malato, magari morente, ma ti obbligo ad averlo ». E la scelta va rispettata.

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6 Comments to “Diritto di scelta”

  1. By Marilena, 5 juin 2010 @ 02:55

    Oh si di problemi ce ne sono tanti. Anche qui e’ troppo difficile adottare. Non intendevo dire che non lo fosse. Mi riferivo infatti alle scelte che una madre che sa di non poter tenere il bambino ha. Credo che sia giusto ricordare alla giovane madre che ha 3 scelte non solo due. E credo che sarebbe piu’ semplice dare il tuo bambino in adozione quando sai che andra’ direttamente ad una coppia piuttosto che lasciarlo da solo in ospedale. Mi riferivo soltanto a questo. La cosa piu’ sconvolgente per me e’ il costo dell’adozione. Non si tratta giusto di qualche centinaio di dollari, ma di migliaia. C’e’ chi si indebita. E’ molto triste.

  2. By Lisa, 4 juin 2010 @ 13:12

    Non sono sicura del fatto che queste due soluzioni siano in competizione… cioè, è di certo vero che con l’avanzare della scienza nelle fecondazioni assistite, sono di più le coppie che prendono in considerazione questa strada piuttosto che l’adozione. Però secondo me la maggior parte delle coppie che scelgono l’adozione lo fa per una scelta di vita, e non solo perchè la fecondazione sarebbe troppo difficile…
    Io per esempio se non avessi potuto avere figli non credo che avrei mai preso in considerazione la fecondazione, mentre invece non avrei esitato ad adottare…

  3. By Silvia gc, 4 juin 2010 @ 12:10

    Marilena, per quello che ne so io, anche il sistema americano incontra problemi nell’attuazione pratica.
    La trafila per l’adozione in Italia è molto lunga e molto garantista: sulla carta è un buon metodo, in pratica si dimostra farraginoso. Questo è un grande problema giuridico proprio di ogni campo: garantismo vuol dire tempi lunghi. Ma la mancanza di garanzie può anche generare errori clamorosi. In alcune culture si accetta la possibilità di errore maggiormente, in favore di maggior snellezza. In altre si cerca di minimizzare l’errore, anche a scapito della celerità.
    Indubbiamente, con il miglioramento costante delle tecniche di fecondazione assistita, molti potenziali genitori decidono di provare ad avere un figlio loro, piuttosto che imbarcarsi nell’avventura dell’adozione. In un certo senso, la fecondazione migliora sempre di più (come tempi, come rischi e come costi), mentre l’adozione diventa sempre più complicata…
    Eppure sono due situazioni completamente diverse, è quasi assurdo che debbano entrare in competizione.

  4. By Marilena, 3 juin 2010 @ 21:01

    Hai ragione. E’ assurdo. Io sono stata fortunata non ho avuto nessun problema ad avere le mie 2 figlie, ma mia sorella ha provato di tutto per avere un figlio. Mi dispiace vedere i sacrifici che deve fare.

  5. By Lisa, 3 juin 2010 @ 08:03

    Brava Marilena, anche questo è verissimo… purtroppo non saprei cosa sia più difficile al giorno d’oggi, adottare un bambino o fare fecondazione assistita… la burocrazia è talmente lenta che chi vuole adottare deve andare incontro a un vero e proprio percorso a ostacoli, e spesso ci vogliono anni di attesa, e di esami e di controlli… che poi non l’ho mai capita sta cosa, perchè per adottare un bambino devi provare di poter essere un buon genitore, quando invece ci sono bambini maltrattati da chi li ha messi al mondo?

  6. By Marilena, 3 juin 2010 @ 04:41

    Questo e’ un argomento cosi’ delicato che non sono neanche sicura se voglio commentare. Credo che non si dovrebbe negare il diritto di diventare madre. Non capisco che cosa ci sia di male nella fecondazione assistita. Ovvio servono delle regole. Siamo umani e non conigli. Ci deve essere un limite.
    Per quanto riguarda la scelta di continuare o no una gravidanza. Vorrei che al giorno di oggi le donne non dovessero trovarsi a fare queste scelte. Vorrei che tutte le donne potessero decidere quando sono pronte per avere un bambino e non dover scegliere quando e’ comunque troppo tardi. E’ difficile pensare ad interrompere una gravidanza quando il bambino e’ sano. Vorrei che nessuno si trovasse di fronte a una scelta di questo genere.
    Quello che non capisco pero’ e’ che sembra che ci siano sempre soltanto 2 scelte. Tenere il bambino o interrompere la gravidanza. Mi fa molto arrabbiare l’atteggiamento di alcune persone che pensano che se una ragazza e’ rimasta in cinta come punizione dovrebbe tenere il bambino. E’ veramente la cosa migliore per il bambino e la giovane madre?
    Non so se in Europa e’ possibile ma qui negli USA si puo’ decidere di dare il bambino in adozione e scegliere la coppia prima di partorire. Poi il giorno che il bimbo nasce viene adottato direttamente e non spende neanche un giorno in orfanotrofio o simili. Va a casa direttamente dall’ospedale. Credo che sia difficilissimo portare avanti una gravidanza e poi dare il bimbo a qualcun’altro MA ci sono cosi’ tante coppie che vorrebbero adottare e potrebbero dare una vita felice al bimbo. Perche’ si parla cosi poco di questa possibilita’?
    Io penso che sia un dono. Il dono di dare a qualcuno che non puo’ la possibilita’ di diventare genitore. Il dono di dare al bambino una famiglia che tu non puoi dargli.

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