Intervista a Letizia di Bilingue per Gioco

Sul mio vecchio blog avevo dedicato un post all’uscita dell’E-book di Letizia, creatrice del sito Bilingue per Gioco. Per chi non conoscesse il sito, vi invito subito a visitarlo, soprattutto se siete italiani espatriati, o se avete deciso di insegnare un’atra lingua ai vostri figli, o se comunque, in un modo o nell’altro, il bilinguismo fa parte della vostra vita. Potrete trovare un sacco di spunti, suggerimenti, domande, e risposte ai dubbi che chiunque può avere di fronte all’argomento. Inoltre Letizia lavora veramente tanto per fornire sempre riferimenti a siti web, libri, articoli ecc, e gli spunti sono davvero innumerevoli.

Da ieri inoltre Letizia è diventata guest-blogger su « Mommy Pride », il blog di Donna Moderna, sul quale potrà farci conoscere, ne sono sicura, un po’ più della sua personalità, aldilà del bilinguismo.

Sono felice quindi che Letizia sia la protagonista della prima intervista in assoluto che faccio a qualcuno, da quando ho aperto il blog quasi un anno e mezzo fa! Prima di postarvi l’intervista però, permettetemi di spendere qualche parolina sull’e-book. Intanto so che Letizia ci ha speso un sacco di tempo, e che per lei questo è un evento importante, non solo per il guadagno che potrà ricavarne, ma anche (e da quel poco che ho capito di lei, direi anche « soprattutto ») perchè il bilinguismo è un argomento che le sta molto a cuore. Così come le sta a cuore aiutare i genitori che hanno dubbi, domande, e che non sanno nemmeno da che parte iniziare per far crescere i loro figli bilingue. L’e-book è nato come una sorta di « ricettacolo d’idee », spunti, riferimenti, che ognuno di noi può usare per trarre ispirazione, per trovare il metodo che più si accosta al nostro stile di vita, da integrare nella quotidianità del bilinguismo. Il libro offre varie soluzioni, sia per fasce d’età, che per attività, dalla lettura all’utilizzazione di Internet, che possono essere strumenti validissimi per integrare una seconda lingua nella vita quotidiana. A me piace perchè si può veramente trovare la soluzione adatta a qualsiasi famiglia. E poi ci sono sempre documentati gli spunti bibliografici, che se uno vuole approfondire una certa cosa, gli basta fare « clic » o andare a comprarsi il libro citato. So che siete in tanti ad averlo scaricato. Ma forse potreste essere di più… Vi invito a fare pubblicità ad amici e/o parenti, tenendo presente che per diventare bilingui non è mai troppo tardi e non c’è assolutamente niente di male (anzi!!!) nel decidere, magari, di imparare una lingua assieme ai nostri figli!!! Con l’e-book potrete veramente trovare un metodo facile da applicare, e naturalmente per tutti gli approfondimenti c’è sempre il sito di Letizia! Vi ricordo che se volete acquistarlo, vi basterà cliccare sul banner qui a destra (e così, mi farete anche avere una piccola percentuale sulla vendita :-D ). E ora basta, non vi tedio più, e soprattutto, lascio la « parola » a Letizia!!!!!

1. Come ti è venuta la passione per le lingue ?
In tutta sincerita’ non lo so, me lo chiedo io stessa. L’unica risposta che trovo e’ che sono sempre stata una lettrice appassionata, anche troppo forse, e attraverso i libri ho sviluppato una forte curiosita’ per il mondo e le sue culture. Da li’ a capire che le lingue sarebbero state indispensabili per soddisfare questa mia curiosita’ il passo e’ stato breve.

2. Ci racconti nel tuo sito che conosci tante lingue. Quali sono? Come fai nel quotidiano per non “perderne” per strada ed esercitarle?
Parlo Inglese, Francese, Tedesco, Spagnolo, Portoghese. Che poi sono tutte lingue Indoeuropee. Sarebbe bello se parlassi anche una lingua non-indoeuropea, ma c’e’ ancora tempo per impararne una. Secondo me, opinione personalissima e non scientificamente provata, ci sono due modi di essere portati per lingue. C’e’ chi le impara velocissimamente ( e poi velocemente le scorda, anche la propria lingua madre) e chi le impara piano piano ,ma non le scorda piu’. Io faccio parte del secondo gruppo. Le lingue per me sono un po’ come la bicicletta. Comunque cerco anche di leggere quanto piu’ possibile libri in lingua, e ovviamente se c’e’ l’occasione di parlare una lingua non me la faccio scappare, anche se parlare in Inglese sarebbe la soluzione piu’ semplice e veloce.

3. C’è una lingua che ti è sembrata più difficile da imparare?
Il tedesco, senza ombra di dubbio. Ma che soddisfazione quando finalmente sono arrivata a parlarlo e leggerlo! E’ una lingua affascinante, dal potere espressivo veramente unico. In una frase si puo’ esprimere un concetto che in Italiano richiederebbe un paio di periodi!

4. Qual’è la lingua che ti piacerebbe parlare ma che (ancora) non hai imparato?
Come dicevo sopra una lingua non indoeuropea. Le lingue indoeuropee hanno tutte la stessa struttura soggeto-verbo-complemento. Ma altre lingue funzionano in maniera completamente diversa e ti obbligano a pensare in modo completamente diverso, ecco sarei molto curiosa di scoprire come si pensa in lingue strutturate diversamente!

5. Se avessi il potere di cambiare una sola cosa nei Paesi, per favorire l’apprendimento delle lingue e l’apertura verso le altre culture, cosa pensi che cambieresti?

Che bella domanda! Dipende un po’ dai paesi… per esempio nei paesi con il doppiaggio, come l’Italia, eliminerei il doppiaggio, i film si guardano in versione originale coi sottotitoli! Anche i film cinesi, si’ si’!

6. Cosa ti ha spinto ad aprire il tuo sito?
Io sono una teamplayer, cioe’ do il meglio di me in un team e credo che il team sia molto di piu’ della somma dei singoli individui. Crescere un bambino bilingue e’ un compito molto solitario, a meno di non vivere in un paese plurilingue, e cosi’ Bilingue per Gioco e’ nato per creare un team, per permettermi di confrontarmi con altre famiglie. Posso dire che il mio scopo e’ stato pienamente raggiunto!

7. Quali sono i dubbi più diffusi fra i genitori che praticano il bilinguismo con i figli?
“Sto sbagliando qualcosa?” E’ una domanda piu’ che legittima. Quasi tutti i genitori di bambini bilingui non hanno esperienza diretta di bilinguismo precoce, sono loro stessi cresciuti parlando una sola lingua e non hanno intorno famiglie bilingui con cui confrontarsi. Non hanno parametri di riferimento e di confronto, improvvisano, e quindi si domandano spesso se potrebbero fare le cose diversamente. Per questo e’ importante confrontarsi con altre famiglie e condividere esperienze, a volte si impara qualcosa di nuovo, sempre si acquista maggiore fiducia in se’ stessi.

8. Quali sono i maggiori ostacoli che incontrano i genitori che vogliono crescere i figli bilingui in Italia? Ci sono pregiudizi da parte di maestri, amici, parenti, che bisogna smentire?
Dipende. La mamma americana o francese che cresce il proprio bambino bilingue incontra solo lodi , e un po’ di invidia. La mamma indiana, cinese o africana che parla la propria lingua con i figli magari incontra un certa ostilita’. Che idea gli viene a questi? Che pensino ad integrarsi, e poi queste lingue non servono a niente! La mamma italiana che insegna l’Inglese ai figli suscita decisamente una certa perplessita’… Ma parla come mangi!
Il pregiudizio e’ sempre lo stesso: tutte le lingue sono una ricchezza, per il bambino prima di tutto e anche per la societa’ (quando il bambino cinese cresce e lo vogliamo mandare in Cina a fare affari per una ditta Italiana, allora si’ che ci piace…!)

9. Può succedere che i figli di questi genitori rifiutino la seconda lingua? Perchè?
Succede quasi sempre. I bambini vogliono essere normali, non speciali. Non vogliono essere additati come diversi e i bambini normali parlano una sola lingua. Poi diciamocelo, anche ai bambini costa sforzo parlare due lingue, e se questo sforzo non e’ giustificato da una forte motivazione interna, chi glielo fa fare? Per questo e’ importante creare le condizioni per cui e’ il bambino stesso a desiderare la seconda lingua, non a subirla.

10. Perchè la scelta di creare l’e-book?
Per me innazitutto. Sono molto egoista eh? Mi rendevo conto che ero consapevole di tanti strumenti che si possono utilizzare per fare entrare la seconda lingua nella propria vita, ma poi ne utilizzavo solo pochi, perche’ mi mancava una visione d’insieme, un modo per organizzare le idee.
E poi anche per gli altri. Perche’ tutti i libri sul bilinguismo sono molto ricchi di informazioni scientifiche, che sono interessanti, ma non ti aiutano ad organizzare la tua casa e la tua giornata, e queste erano le domande che piu’ mi arrivavano dalle famiglie.

11. A chi è destinato il tuo libro? E come bisogna utilizzarlo?
E’ per tutti i genitori che hanno aperto la propria casa e la propria vita a piu’ di una lingua. Coppie miste, genitori espatriati, o famiglie che vogliono aiutare i figli a imparare una lingua straniera, non importa!
La maniera giusta di usare l’ebook e’ usarlo per pianificare, e tenerlo a portata di mano. Io stessa, che l’ho scritto, corretto, aggiornato e formattato non so quante volte torno regolarmente a rivederlo. Perche’ i cambiamenti si fanno un passo alla volta, non tutti in un colpo. Su Bilingue per Gioco sto documentando i cambiamenti che In che lingua giochiamo? ha introdotto nella mia routine, come si vede sono cambiamenti piccoli e sequenziali.

12. Quali sono le attività che consideri più semplici da mettere in pratica per chi vuole iniziare il bilinguismo con i figli?
Cantare. Si compra un bel CD, si scaricano i testi e si canta. In macchina, mentre ci si veste, prima di dormire, quando si gioca. Cantare, cantare, cantare. Possibilmente mimando le canzoni con le mani.

13. Un incoraggiamento finale per chi trova il percorso bilingue troppo difficoltoso?
Fare le cose un passo alla volta secondo la propria gamba, con serenita’ e solo finche’ sono divertenti, appena diventano un peso e’ il caso di rivedere il programma e semplificare. Mamma e papa’ italiani non possono aspirare a crescere un bambino che a 4 anni sembra uscito da Oxford, avere aspettative simili diventa un peso inutile sia per i genitori che per il bambino. Pero’ un bambino che a 4 anni capisce un po’ di Inglese e crescendo continua a impararne sempre un po’ di piu’ e trova la cosa divertente, magari a 8 si guarda i film in lingua, e li’ i risultati si vedono.

8 Comments to “Intervista a Letizia di Bilingue per Gioco”

  1. By Lisa, 8 avril 2010 @ 07:59

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  2. By watch twilight eclipse, 8 avril 2010 @ 04:14

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  4. By Lisa, 11 février 2010 @ 08:17

    Infatti Marilena, è questo il bello! E’ sempre una bella opportunità poter scambiare esperienze e consigli con chi si trova in situazioni simili…

  5. By Marilena, 10 février 2010 @ 18:54

    Grazie tantissimo per questa intervista. Mi fa sempre piacere quando mi rendo conto che i miei dubbi non sono solo miei.

  6. By Lisa, 10 février 2010 @ 08:09

    Cara Alle, ti ringrazio, e spero che tu apprezzi non solo il post, ma anche il lavoro di Letizia! Anch’io ho avuto parecchi dubbi quando Radiolina e Invasato erano piccoli, ed è per questo che apprezzo veramente il suo sito, nonostante il bilinguismo ormai sia « evidente » per la nostra famiglia, ho scoperto che c’è sempre la possibilità di migliorarsi, e di affrontare i piccoli ostacoli in modo ludico e divertente!

  7. By alleg67, 9 février 2010 @ 17:02

    posso dirti che mi é piaciuto molto come hai scritto questo post e l’intervista?complimentoni davvero!!!io con il bilinguismo ho avuto parecchi problemi con mia figlia, ormai sepolti ed accantonati, ma quando era piccola…..!!!!

  • bilingue-per-gioco-o-necessita | La mia vita in Marocco — 16 février 2012 @ 22:04

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